le opere

Los Fanáticos

Tipo: teatro
Lingua: español
Anno: 1959
Editore: Tirso
Luogo: Buenos Aires
Commenti: estrenado en la Habana grupo Prometeo 1959

Descrizione:

Da un articolo di Andrea Maranini apparso in Babilonia, 2003.

Nel 1959 è pubblicata anche una delle rare incursioni di Coccioli nel teatro con un'opera, “Los Fanaticos”, messa in scena a Cuba prima dell'avvento del regime castrista. In essa è descritta la sgomenta reazione di un personaggio, "fanatico" nelle proprie certezze, alla scoperta che un ragazzo che gli fa da segretario è omosessuale. E’ un sacerdote, in questo caso, a difendere il giovane e la legittimità della sua inclinazione. Si chiude così il cerchio aperto con “Il cielo e la terra”, dove proprio un sacerdote, con la sua incapacità di comprensione e la sua rigidità, aveva in pratica condannato a morte il giovane Alberto Ortognani. Nella pièce, il datore di lavoro si rivolge così al ragazzo: «Voglio farti una proposta. Ti propongo di non dirmi nulla del tuo passato, nemmeno una parola, che tu non mi dica nulla di quanto ti convinse a ricevere nella tua stanza questo giovane. Il passato è passato. Che tu riconosca con lealtà e va seppellito. Si può cambiare opinione rispetto a quanto si è scelto ma non si evita o rifiuta quello che è il nostro destino». Il datore di lavoro poi parla con il sacerdote: «E’ esaltato nel suo vizio, in una specie di fanatismo». «Lei crede davvero che rifiuti .per fanatismo? Probabilmente lui non vede nella sua natura la presenza di un vizio. Non ho nulla in mio favore, né santità, intelligenza, nessuna cultura, né una vita esemplare, non ho meriti. Né ho, contro la sua intransigenza, il soccorso della mia religione perché la mia religione è a lei che dà ragione. Ho le mani vuote, vuota la testa così come l'anima ma senza dubbio ho una cosa: la mia possibilità, il mio diritto di invocare la misericordia, ho in mio favore la pratica della mia chiesa, pratica d'amore, anche se non ho in mio favore la sua teoria. Robert non si crede responsabile perché dice: "Non sono io che ho scelto. La mia non è una scelta, è un destino". E’ vero? E’ falso? Cosa sappiamo noi dell'uomo?»


192 pagine


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